La buona notizia: anche in Italia dal letame dei cavalli nascono i watt!

Pisa, 9 ottobre 2017 – Buone notizie dalla Toscana, per quanto riguarda l’energia elettrica prodotta in modo biosostenibile: il Centro Ippico dell’azienda agricola Campalto di Pisa di Manuela Traversa, nella zona di San Rossore ha appena inaugurato un  impianto a biomasse da cogenerazione per produrre energia elettrica e acqua calda: il primo in Italia funzionante e alimentato grazie…ai cavalli!

Ne parliamo con Gualtiero Bedini, tecnico e consigliere del centro: “Noi abbiamo dato i terreni in uso alla società che ha costruito l’impianto e lo gestirà – la Toscana Energie Rinnovabiili di Pisa, insieme alla Coli Impanti. L’impianto produce  200 kw/ora  per 25 chili/ora  di paglia e truciolo bruciati , e in più anche l’acqua calda. In Toscana è il primo nato per sfruttare il letame prodotto dai cavalli, a Volterra ce n’è uno un po’ più piccolo ma è in un allevamento di vacche da latte“.

Per avere un’idea del materiale necessario a sostenere un impianto di questo genere: la pulizia quotidiana di 4/6 box produce un metro cubo di rifiuti, di più se fatti con la paglia che è maggiormente voluminosa rispetto al truciolo.

Quindi qualcuno che crede che si possa riuscire a podurre energia elettrica in modo più sostenibile c’è anche in Italia e non solo ad Helsinki, come vi avevamo detto solo un paio di giorni fa… bravi, quelli del Campalto!

E bravi anche quelli di Toscana Energie Rinnovabili: per loro parla Katia Iacopini. “Abbiamo lottato 5 anni per mettere a punto queso impianto: purtroppo la credibilità del progetto è stata inficiata da precedenti tentativi poso seri, che sono finiti in nulla e nessuno credeva che avrebbe funzionato questo, basato sul letame prodotto dai cavalli. Si pensava che a causa dei trattamentei farmacologici (antibiotici in primis) cui possono veir sottoposti i cavalli abbattesse troppo il ivello batterico della massa che quindi non avrebe mai gassificato, ma noi avevamo riscontri e prove chimiche e di laboratorio, oltre che tecniche. Ma si fa fatica a fare accettare nuove idee in un mondo dove quello che si è sentito dire dall’amico ha più valore di una prova di laboratorio certificata. Qui a Campalto ci hanno creduto, e sono stati i primi: speriamo ne arrivino tanti altri”.

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