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Razza Napoletano

La Campania felix, la pianura che si estendeva dal Volturno al Sarno, attualmente corrispondente a parte del territorio delle province di Caserta e Napoli, è sempre stata, per le sue peculiari caratteristiche climatiche e geo-pedologiche, un’area idonea all’ippicoltura. Infatti già gli Etruschi scelsero quest’area per impiantare i loro allevamenti di cavalli, a ridosso degli insediamenti greci della costa flegrea, nell’area capuana, dove successivamente i Romani allevarono i migliori esemplari per la corte imperiale. L’avvento della Repubblica marinara di Amalfi consentì importazioni di cavalli turchi che insieme ai cavalli campani furono la base per la nascita del cavallo neapolitano, apprezzato prima come popolazione indigena e poi come razza.
Il nobile cavaliere napoletano Giovan Battista Caracciolo non si risparmiò in elogi per questi cavalli che mostravano la loro grandezza al passo, al galoppo, in viaggio, in battaglia e nel salto: “… sono di buona taglia e di superba bellezza. Con la loro obbedienza incredibile seguono la musica e si mettono quasi a danzare spontaneamente …”. Nel XV secolo, l’Ercolani scrive: “I cavalli neapolitani godevano la più alta fama come cavalli da guerra”; nel trattato del D’Alessandro “Pietra paragone” (inizio ‘700) si considera il Napoletano come miglioratore di altre razze. Purtroppo i primi anni del ‘900 segnano l’inizio della decadenza di questa razza come viene riportato dal Mascheroni (1903) ed il Fogliata (1908).
E’ allevato esclusivamente in Regione Campania in particolare nella provincia di Napoli.
La conformazione morfologica predispone il cavallo al tiro medio leggero ed alla sella, in particolare alla disciplina del dressage e dell’alta scuola.
a cura di Francesca Ciotola e Vincenzo Peretti

Registro Anagrafico delle popolazioni Equine riconducibili a gruppi etnici locali (D.M. 24347 del 5/11/2003).

Standard di razza – Cavallo Napoletano

1) AREA DI ORIGINE: Napoli e dintorni (Regione Campania).

2) ATTITUDINE: tiro medio leggero, sella (dressage/alta scuola).

3) CARATTERI TIPICI:
a)mantello: baio, morello, sauro bruciato, grigio;
b) conformazione:
– testa: altera, quadrata, fronte ampia, occhi grandi, profilo diritto convesso nel tratto nasale ed accentuato nell’appiattimento delle narici, orecchie piccole e mobili;
– collo: muscoloso, lungo elegantemente arcato, criniera folta e lunga;
– spalla: muscolosa, ben inclinata, lunga, ben attaccata, alta rilevata al livello del garrese;
– garrese: grosso, elevato, incluso nell’ampia base del collo;
– linea dorso-lombare: dritta, di lunghezza giusta;
– groppa: raccolta, larga, quasi doppia, arrotondata, coda attaccata bassa o mediana, folta e lunga;
– petto: ampio;
– torace: profondo;
– arti: proporzionati, molto muscolosi, in particolare i posteriori, asciutti e tendini rilevati;
– articolazioni: larghe ed asciutte;
– andature: eleganti, rilevate, incedere maestoso;
– appiombi: regolari.
c) temperamento: vivace, ardito e generoso.

4) DATI BIOMETRICI (espressi in cm):

Altezza minima garrese:
– Maschi: 150
– Femmine: 150

5) DIFETTI CHE COMPORTANO L’ESCLUSIONE DAL REGISTRO ANAGRAFICO:

– Mantello: diverso da baio, morello, sauro bruciato e grigio.
– Altezza al garrese: inferiore a 150 cm.