Ippica, altro duro colpo: Capannelle sotto sfratto

ROMA – ”Storie di cavalli e di uomini” è un film di un regista islandese. Lo citiamo perché è il simbolo di un legame inscindibile tra l’uomo e uno degli animali culturalmente più affini: perché il cavallo si ammira, elemento di perfezione e rispetto anche nella mitologia. Uomini e cavalli. Chissà cosa penserebbe il buon Benedikt Erlingsson, (è il su citato regista), della situazione che si è venuta a creare nel mondo dell’ippica in Italia. La data del 23 novembre è di quelle drammatiche per la Capitale: con una delibera infatti il Comune di Roma ha annunciato lo sfratto, con il termine perentorio del 15 maggio 2018, per il tempio dell’ippica romana. A parte le nostalgie romantiche e goliardiche per i tanti personaggi che negli anni hanno ispirato un film comico ma tremendamente reale come ‘Febbre da Cavallo’, il problema è ben più complesso.

“Dopo le rassicurazioni l’assessore Frongia -spiega in un comunicato il presidente della commissione trasparenza Marco Palumbo-, dal comune oltre al rigetto della domanda di proroga di Hippogroup per il 2018, è arrivata infatti l’intimazione a lasciare l’ippodromo con le sue cose e le persone (e gli animali?), entro 180 giorni. E’ un comportamento irresponsabile che non tiene conto dell’importanza della struttura, dei lavoratori e dell’indotto legato a questa attività sportiva. Si tratta di una decisione politico amministrativa irresponsabile  che rischia di gettare alle ortiche impianto e professionalità e un pezzo della storia della capitale. Ricordo che sul futuro dell’ippodromo delle capanelle si è già occupata la commissione trasparenza. Alla luce delle ultime novità sarà necessario un ulteriore passaggio in commissione”.

Gli scenari ora vanno verso vie legali. L’Avvocato Anna Mazzoncini ha dichiarato come “la Società sta valutando cosa fare e se eventualmente impugnare la decisione del Comune di Roma di fronte al Tar”. Duro anche Roberto Faticoni, segretario del Siag (Sindacato italiano allenatori guidatori): “Indipendentemente dagli interessi

personali o societari, serve fare sistema e serve unità tra gli operatori. Per questo dico di scendere in piazza, di andare sotto il Campidoglio con i cavalli e protestare per questa decisione del Comune di Roma. Se chiude Capannelle chiude l’ippica romana, che tanto abbiamo difeso. Tor Di Valle insegna (ultima corsa nel 2013, ndr). Per questo motivo chiedo di fare un tavolo di crisi coinvolgendo anche la Regione. Dobbiamo farci sentire”.

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