Cavalli in Libertà

Se avete la fortuna di poter allevare il vostro cavallo al pascolo, considerate che non è un’impresa così scontata come sembrerebbe. Innanzitutto valutate la superficie a disposizione: non sempre le dimensioni dei terreni sono sufficientemente adeguate alle esigenze del vostro amico. In linea generale potete risolvere questo problema considerando un ettaro e mezzo di terra per ciscun cavallo che possedete. Potete recintare il tutto solitamente con ottimo legno creando una vera e propria steccata. Ma fate attenzione, poichè anche se l’ampio spazio non dovrebbe portare il cavallo a cercare vie di fuga, qualche punto debole del recinto potrebbe essere un ottimo invito ad una libertà maggiore. Fornite anche un equilibrato composto salino, in modo tale che non pensino a mordicchiare le tavole di legno. Al massimo potete inserire un fil di ferro sulla parte superiore, o in alternativa un buon recinto elettrico. Ma in generale non avrete bisogno ne dell’uno ne dell’altro. Un’accortezza importante riguarda l’altezza dell’ultima stecca della recinzione che deve essere tale da evitare che il cavallo, magari ruzzolando come spesso fanno nei prati, possa interporre accidentalmente una zampa nello spazio vuoto dello steccato, con conseguenze a volte anche gravi quando cerca di rialzarsi. In ogni caso la cosa migliore sarebbe possedere più di un terreno, come ad esempio un numero di tre, da poter utilizzare a rotazione sia per il fabbisogno del momento, sia per acquisire scorte di fieno per l’inverno rigido. Rotando i terreni con un intervallo temporale di 4-8 mesi, permetterete alla vegetazione di ricrescere dopo la permanenza del cavallo, ed avere quindi sempre riserve di cibo a disposizione. Ma fate attenzione, perchè i cavalli sono brucatori esigenti, in quanto consumano solo l’erba di loro gradimento riservando a latrina le zone dove sono disposte le erbe più amare e indesiderate. Ne consegue che vi ritroverete con porzioni di terreno brucate solo a chiazze: l’utilizzo del bestiame bovino o ovino può facilmente risolvere il problema in breve tempo, ristabilendo un equilibrio nella vegetazione che ricrescerà uniformemente con l’assenza degli animali. Ovviamente non tutti hanno a disposizione bestiame alternativo capace di brucare ciò che i cavalli lasciano nel campo. In questo caso dovrete adoperarvi voi con i consueti mezzi agricoli nella rimozione delle erbacce. Non dimenticate inoltre di rimuovere lo sterco del cavallo giornalmente oppure di spargerlo con un rastrello nelle zone dove necessita maggiore fertilizzazione. Il campo dove sosterà il costro amico ha bisogno non solo di ottime fonti di cibo, ma anche di ripari contro il sole estivo ed il vento e la pioggia invernale. Onestamente se si vuole conservare lo scenario campestre, una buona fila di alberi consistenti (che siano essi pioppi o querce non c’è differenza) saranno l’ideale, anche se per l’inverno un rifugio in legno coperto da tre lati a volte è da preferire. In questo ultimo caso fate attenzione che la parete posteriore sia collocata verso tramontana. Un altro elemento da considerare è poi il rifornimento di acqua. Anche qui, se avete la fortuna che un corso attraversi il vostro campo non avrete problemi, ma nella maggior parte dei casi un allevatore si adopera utilizzando una cisterna autoalimentata. Nel caso peggiore, utilizzate una buona vecchia tinozza, ma ricordatevi di pulirla ogni 6-7 giorni in modo da evitare che l’acqua ristagni e diventi malsana. Indubbiamente l’allevamento al pascolo sembrerebbe per logica meno faticoso di uno in scuderia, ma queste indicazioni vi fanno capire che non è proprio così. Anche in questo caso dovete prendervi cura di molte cose e delle esigenze che comunque l’animale ha negli spazi a lui dedicati. Se potete fornire solo una scuderia approssimativa, poco spaziosa, soffocante o esposta a correnti fredde, allora è consigliabile fornire una vita all’aperto anche senza grandi rifugi, in quanto il cavallo svilupperà un folto pelo del mantello che lo proteggerà dal rigore invernale. Ovviamente durante l’inverno dovete fornire voi il fieno per l’alimentazione in quanto la vegetazione è ridotta al minimo. Fornite almeno una balla al giorno, somministrata in due razioni, mattina e sera. Un retino di fieno legato all’altezza della bocca, preferibilmente sotto un riparo, è una scelta economicamente vantaggiosa perché protegge il cibo dalla pioggia e si evita che il cavallo lo calpesti. Cavalli che lavorano con maggiore costanza avranno bisogno anche di avena o cibo concentrato in zollette per integrare la dieta. Massima attenzione invece quando in primavera si ritorna al pascolo: quando il pascolo è ricco gli animali si ingozzano e corrono il rischio di ammalarsi. Un buon pascolo deve essere equilibrato: un miscuglio di rovo, tarasacco e bacca di rosa canina assicurerà una dieta bilanciata. In mancanza di assortimento, una zolletta di salgemma equilibrerà l’alimentazione.

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